L'inflazione ha trovato le radici
del mondo presente in eventi occorsi miliardesimi di secondi dopo la
nascita dell'universo. La grandezza, la temperatura, l'età, la forma del
cosmo dipendono dalla fisica dell'inflatone immediatamente dopo l'istante
iniziale. Ma cosa c'era prima?
Questa domanda non è nuova.
Compito primario della scienza è porre domande, ma questa non è
la cosmologia moderna che ce l' ha suggerita: è una domanda antica quanto
gli esseri umani, e che ha ricevuto più
risposte di quante stelle brillino in cielo.
Secondo alcuni miti del tardo
Egitto, in principio c'era un fiore di Loto. Secondo il Vangelo di
Giovanni, la voce di Dio. Secondo Zarathustra, Luce senza fine, oppure
Tempo senza limiti. Per il Rig-Veda, un Embrione d'Oro. Per gli
Hawaiiani, nient'altro che la Notte. Per Esiodo e Ovidio il Caos, ''eternamente
mutevole, eternamente in guerra''. Per le tribù
delle Isole Marshall, il suono del Dio supremo, un lungo '' Mmmmmmmm''.
Per i Tahitiani, la conchiglia del dio Ta'aroa. Per gli Yaruro del
Venezuela, esistevano solo Puana il Serpente e Itciai il Giaguaro. Per gli
indiani Hopi, solo un vuoto senza fine. Per i Wulamba australiani, c'era
già tutto, mancavano solo uomo e donna. Per il libro sacro dei Maya Quiché, il Popul Vuh,
Tutto
era in attesa, tutto calmo, in silenzio, senza moto, e l'estensione del
cielo era vuota. C'era soltanto il mare quieto e la grande estensione del
cielo
.
L'umanità ha partorito infinite
altre metafore della creazione. Ve ne sono però
alcune che sembrano ricalcare le visioni della cosmologia moderna. Una di
queste è la creazione dal Nulla. Pochi popoli, in realtà, hanno
abbracciato l'inquietante possibilità che qualcosa nasca dal nulla. In
molti miti primitivi, all'inizio esiste almeno un dio, l'essere non creato
che crea ogni cosa dalla propria volontà. Ma in alcune narrazioni
mitologiche scopriamo che anche il dio è creato, e prima esisteva solo il
Nulla. "All'inizio era il Nulla. Il tempo passò, e il nulla divenne
qualcosa. Il tempo passò, e il qualcosa si divise in due: i due erano
maschio e femmina " , secondo un racconto proveniente dalla Cina
meridionale. Oppure: "La moltitudine di creature del mondo sono nate
da Qualcosa, e Qualcosa dal Nulla", secondo il Tao Te Ching
di Lao-Tzu, del sesto secolo a.C..
Esiste infine un altro scenario
mitologico della creazione che qui mi interessa rammentare: la
non-creazione. Secondo Aristotele, per esempio,
Il
cielo è uno ed eterno, non ha principio né fine in tutta l'eternità
della sua durata, e anzi contiene e abbraccia in sé l'infinità del tempo. (De
Coelo,
II,1)
Opinione condivisa anche dalla
filosofia indiana Jain, come insegna il maestro Jinasena del IX secolo d.C:
"Sappi che il mondo è non-creato, così come il tempo, senza
principio e senza fine".
La creazione dal nulla e
l'esistenza senza principio, benché
poco popolari tra le tradizioni dell'umanità, rappresentano forse le
visioni più vicine alla
moderna cosmologia. Alla ricerca dei moderni miti della creazione, ci
spingeremo ora pericolosamente vicino alla pura speculazione, con scarse
possibilità di riscontro osservativo, sia pure indiretto. Personalmente
non amo troppo questo tipo di avventure mentali. Sant’Agostino
ironizzava su chi chiedeva cosa facesse Dio prima di creare l’universo
rispondendo che preparava l’inferno per chi poneva domande del genere.
Eppure devo riconoscere che il mistero della nascita dell'universo è come
un incantesimo: una volta formulata la terribile questione, non possiamo
sottrarcene facilmente. Se non altro, il tentativo di risposta ci
costringe a mettere a fuoco i limiti della scienza contemporanea e a
intravedere nuovi possibili sviluppi.
Cosa c'era prima dell'inflazione?
Le equazioni della Relatività Generale ci lasciano due possibilità:
l'eterno, o il nulla. Con una misurata scelta del potenziale dell'
inflatone, possiamo infatti realizzare un universo in cui l'espansione era
così rallentata nel passato che, ripercorrendo il tempo
all'indietro, non si raggiunge mai uno stato di densità infinita. Oppure,
possiamo avere un universo che raggiunge questo stato in un preciso
istante del passato, l'istante della nascita . Nel primo caso, l'età
dell'universo è infinita, anche se è solo negli ultimi quindici miliardi
di anni che si è prodotta tutta l'evoluzione significativa (cioè la
formazione della materia come la conosciamo ora). In questo senso,
l'universo è sempre esistito in uno stato amorfo, di puro caos, di pura
attesa, un oceano primordiale in cui solo l'inflatone lentamente agiva. In
una variante di questo scenario, l'universo non si espande monotonamente,
ma vive una o più fasi di collasso ed espansione, e ogni collasso cancella le
tracce del passato. Questa variante richiede però una conoscenza della fisica durante lo stato di massimo
collasso che ancora non possediamo.
Il secondo caso, quello dello
stato di densità infinita, o singolarità, nel gergo matematico,
è ancora più suggestivo
in termini dei miti primitivi. Quello che lascia spazio al mito è il
fatto che la Relatività Generale da sola non è sufficiente a descrivere
uno stato a densità infinita. Quando infatti la densità di energia
supera un certo valore, detto energia di Planck, gli effetti quantistici,
quelli che rendono indeterminata la posizione e la velocità della
materia, diventano importanti. Eppure, la teoria di Einstein non include
nessuno di questi effetti. Possiamo mescolare gli effetti quantistici e
quelli gravitazionali solo fino a un certo punto, cioè solo finché
gli uni sono nient'altro che una piccola perturbazione degli altri. Per
esempio, possiamo studiare la meccanica quantistica dell'atomo, perché
esso ha un campo gravitazionale così
minuto da essere del tutto trascurabile. Oppure, possiamo lavorare con il
campo gravitazionale della Terra come se questa non fosse soggetta
all'indeterminazione di Heisenberg perché
la Terra è così grande
che i suoi microscopici salti quantici, benché
a rigore non nulli, possono essere completamente ignorati. E' solo quando
abbiamo contemporaneamente piccole dimensioni e grandi masse, come in un
buco nero delle dimensioni di un elettrone, che gravità e meccanica
quantistica devono essere contemporaneamente prese in considerazione.
Grandi masse e piccole dimensioni sono proprio ciò
che caratterizza lo stato iniziale dell'universo, ed è qui che la nostra
fisica per ora è costretta a rinunciare. Nessuna equazione ci dice cosa
avviene oltre l'energia di Planck.
Non tutto è perduto, però.
Benché le equazioni della fisica si fermino di fronte all'energia di
Planck, l'intuizione può
ancora percorrere un tratto di strada, tra le tenebre che ricoprono
l'abisso. Lo stesso principio di indeterminazione di Heisenberg può, nonostante tutto, aiutarci. Abbiamo visto che a causa di
questa indeterminazione le particelle elementari saltellano qui e lì
in continuazione, cosicché
non possiedono mai una posizione e una velocità misurabili con assoluta
precisione. Per esempio, se per un istante un elettrone è in quiete,
l'istante successivo assume una velocità arbitraria che lo porta in una
posizione diversa, e poi un'altra ancora. In media, si può ancora dire
che l'elettrone è localizzato in una certa posizione, come una palla da
biliardo, ma in realtà, istante per istante, esso oscilla caoticamente
intorno a questa. La stessa cosa vale per la sua energia: benché
in media sia costante, in realtà assume valori sempre diversi, anche se
di relativamente poco. In altre parole, l'indeterminazione di Heisenberg
permette di violare, per frazioni infinitesime di tempo, il principio
della conservazione dell'energia. Ma se l'energia non si conserva, ci
domandiamo, non potrebbe avvenire che della materia si formi dal nulla,
magari solo per un istante, e che l'istante dopo essa si annichili?
Al primo impatto con la meccanica
quantistica, restiamo tutti un po' scettici. Ci chiediamo: ma possibile
che questa danza forsennata delle particelle sia reale? Non è forse che
con queste immagini cerchiamo di nascondere la nostra ignoranza, proprio
come gli antichi con i miti? Eppure, questa danza è una realtà
osservabile e misurabile. Anzi, in laboratorio possiamo addirittura
sperimentare la creazione spontanea dal nulla di coppie di elettroni e
antielettroni, e la loro successiva annichilazione dopo frazioni
infinitesime di secondo. Il vuoto, per la meccanica quantistica, è un
mare profondo e pescoso, dal quale particelle e antiparticelle guizzano
continuamente fuori come delfini, per reimmergersi subito dopo. Queste
coppie però, anche se
effimere, esercitano una forza elettrica misurabile, per esempio tra due
lastre metalliche, proprio come se le lastre fossero cariche. I delfini di
Heisenberg non sono miraggi.
Se la meccanica quantistica ci
offre la possibilità di creare materia dal nulla, ancora non ci spiega la
nascita dell'universo. L'universo esiste da lungo tempo, e non è certo
formato da una sola coppia di particelle. Però
la meccanica quantistica ci dice anche che la durata della violazione
della conservazione dell'energia, cioè la durata dell'esistenza delle
coppie di particelle, è tanto maggiore quanto minore è l'energia creata.
Se l'energia creata è nulla, la violazione può
durare un tempo infinito.
Ma cosa è un corpo di energia
nulla? Ebbene, l'energia gravitazionale del cosmo, secondo la Relatività
Generale, ha in un certo senso un valore negativo, tale da bilanciare
esattamente l'energia della materia, e formare quindi un universo a
energia globalmente nulla. Quindi, la creazione dell'universo, e la sua
durata eterna, o comunque lunghissima, non sono in contrasto con i
principi della meccanica quantistica. Come proposero i fisici Tryon e
Fomin nel 1973, l'universo può
nascere spontaneamente dal nulla. Fra qualche decina di miliardi di anni,
l'universo potrebbe tornare spontaneamente nel nulla, e la ferita che la
creazione ha aperto nel tessuto cosmico verrà rimarginata.
La creazione dal nulla è il
limite estremo cui si spinge oggi la cosmologia. Ma nessuno si nasconde le
mille difficoltà di questi voli dell'intuizione. Non possiamo, almeno per
ora, confermare o confutare l'idea di Tryon e Fomin. Non possiamo
escludere che l'universo abbia un passato informe e infinito, né
che sopra l'energia di Planck avvengano fenomeni di cui siamo
completamente ignari. A quell'energia, altre dimensioni, oltre le comuni
dimensioni spaziali e quella temporale, potrebbero giocare un ruolo
fondamentale. La fisica delle particelle puntiformi potrebbe dover essere
abbandonata in favore di una nuova fisica delle particelle estese, come
quelle proposte dalla teoria delle stringhe. La Relatività Generale
accoppiata con la meccanica quantistica potrebbe generare mostri, non meno
potenti di Puana il Serpente e Itciai il Giaguaro.
Per ora, possiamo concludere con
la stessa umiltà con cui il Rig-Veda, il testo sacro degli Indù,
si pone nei confronti della creazione
Da
dove questa emanazione sia nata
Se Dio la formò, o se Egli non lo fece
Solo Colui che la sorveglia dall'alto dei cieli lo sa
Solo Egli lo sa, o forse neppure Lui.